Alla prossima!
mercoledì 28 ottobre 2015
Pic Nic Party!
Alla prossima!
venerdì 18 settembre 2015
La Madia a Licata e la cucina della memoria di Pino Cuttaia
Al tavolo comincio a sbirciare il menù e la dura lotta dello scegliere una pietanza piuttosto che l'altra inizia a dilaniarmi, si può ordinare tutto?
Da questo increscioso dilemma mi salva lo stesso chef che si avvicina al tavolo per consigliarci e decidiamo di accettare la sua proposta, ovvero di farci guidare da lui, lasciarlo libero di proporci la sua storia e farci viaggiare nelle sue memorie, nei suoi ricordi, nella sua Sicilia, nel suo Bianco e Nero.
Conclude la carrellata delle pietanze la Spigola cotta alla carbonella di mandorle, la stessa carbonella viene servita nel piatto ed ha una funzione visivo/olfattiva." Anche qui semplicità ed estasi.
Pre dessert , granita di limone e brioche, calda. Credo la migliore granita al limone assaggiata in tutto il mio viaggio in Sicilia.
La Madia
Via Filippo Re Capriata 22
Licata (Ag)
Tel. (+39) 0922 771443 – info@ristorantelamadia.it
www.ristorantelamadia.it
chiusi il Martedì intera giornata e la Domenica sera
A Luglio e Agosto chiusi il Martedì intera giornata e la Domenica a pranzo.
martedì 4 agosto 2015
Gli spaghetti alle vongole "fujute"
mercoledì 10 giugno 2015
Buffet...in fondo al Mar!
martedì 10 febbraio 2015
Mezzanelli lardiati
lunedì 2 febbraio 2015
La Polacca aversana
La polacca
aversana.
Soffice pasta
brioche farcita di crema pasticcera e amarene. Tante amarene.
Originariamente
realizzata come torta farcita, quindi strato di brioche sopra e sotto, crema e
amarene a fare da farcitura. E’ davvero un buon dolce, eccellente sostituto del
cornetto al mattino nella sua forma monoporzione.
Assai diffusa
nell’agro aversano, meno nel resto della Campania. In alcune zone è addirittura
sconosciuta.
Le origini del
dolce sono dubbie ma l’ipotesi più acclarata è quella di una suora polacca che
fece dono della ricetta ad una delle pasticcerie più rinomate di Aversa, che si
contende, con un’altra pasticceria storica, la paternità della polacca.
Questa è la
storia.
Adesso però vi
racconto la storia della ricetta.
Si perché
vivendo vicino Aversa ho avuto la possibilità di degustare la polacca, sia in
forma di torta che monoporzione, parecchie ma parecchie volte.
La voglia di
replicarla a casa era forte ma la ricetta? Avrei potuto cercare sul web ma
sarebbe stata quella originale? Insomma, ci avevo messo una pietra sopra
accontendandomi di acquistarla nelle famose pasticcerie di cui sopra. Poi….
Poi, un
pomeriggio, mentre ero allo studio sepolta da sentenze, notifiche, ricezione
clienti e scadenze varie, sentii che nella stanza attigua la mia un aiuto
pasticcere di una delle due note pasticcerie di Aversa parlava animatamente con
l’avvocato, voleva intentare causa al suo datore di lavoro.
Con l’agilità e
la rapidità di un vampiro di Twilight mi fiondai nell’altra stanza per
“maggiori informazioni”.
Secondo voi sono
riuscita ad estorcere la ricetta original originale delle polacche?
Naturalmente! Il
cliente non solo me l’ha rivelata….me l’ha scritta personalmente!
Ingredienti
Impasto
- 1 kg
di farina, W 330
- 150
gr di zucchero
- 250 gr di burro, a temperatura
ambiente
- 250
gr di uova intere
- 250
gr di acqua
- 40 gr di lievito di birra fresco
- 20
gr di sale
- 1
bacca di vaniglia
Crema pasticciera
da Non solo zucchero vol. 1 e vol. 2 di Iginio Massari
- 1
litro di latte fresco intero
- 200
gr di tuorli
- 300
gr di zucchero semolato
- 65
gr di amido di mais
- 65
gr di amido di riso
- 1 bacca di vaniglia o buccia di
limone
Lucidatura
- q.b.
di uova intere
- q.b. di granella di zucchero
Procedimento
Impasto
- Sciogliere il lievito nell’acqua e incorporare il liquido alla farina. Aggiungere le uova, la vaniglia e lo zucchero. Dopo un minuto aggiungere il sale. Incordare bene l’impasto fino a che non si stacchi perfettamente dalla ciotola. Aggiungere il burro a piccoli pezzi. Impastare fino a che l’impasto risulti omogeneo ben incordato. Porre in una ciotola a lievitare fino al raddoppio del volume.
Crema pasticciera
- Versare il latte in una casseruola e aggiungete la scorza del limone e la bacca di vaniglia incisa e privata dei semi interni. Lasciare in infusione per circa un’ora. Filtrare e far prendere il bollore. Mescolare i tuorli con lo zucchero, aggiungere gli amidi. Versare sul composto il latte bollente. Trasferire la crema sul fuoco e mescolare con una frusta fino a che diventi densa. Trasferire in una ciotola e raffreddare rapidamente in abbattitore o in un bagno di acqua e ghiaccio.
Formazione delle polacche
- Su un piano leggermente infarinato stendere l’impasto in rettangoli di 7 x 15, farcire con una generosa cucchiaiata di crema (non abbiate timore di metterne troppa, se ne mettete poca mangerete solo una semplice brioche). Tre amarene e chiudete come un saccottino, tirando leggermente la pasta e lasciando i lembi sovrapposti alla base della polacca. Disporre le polacche su teglie rivestite di carta forno e far lievitare per almeno due ore. Lucidare con uova intere battute e granelli di zucchero e infornare a 200° per 20 minuti.
lunedì 10 novembre 2014
Éclair au chocolat pour Chiara
Ormai sono nel trip Conticiniano più assoluto. Sto sfiorando l'ossessione del tipo Julie & Julia....fortuna non devo disossare un'anatra....
Questa volta tattasi di éclairs. Un éclair au chocolat.
Un paradisiaco éclair che monsieur Conticini ha dedicato alla figlia Chiara.
Fortunata la ragazza.....
Un corposo guscio di pasta bigne, un voluttuoso ripieno sapientemente bilanciato tra cioccolato al latte, cioccolato fondente e pralinè (non svenite ancora), sopra streusel à la noisette, crema al cioccolato e scaglie di cocco caramellato (ora potete perdere i sensi).
Buono è buono, leggero ...no....direi di no.... è' un dolce di un certo "peso", in tutti i sensi!
Insomma, se volete godervelo senza eccessivi sensi di colpa allora contenetevi un po' durante il pasto e dateci dentro....e non fate a metà con nessuno, l'altra metà diventerà un'ossessione e vi tranquillizzerete solo nel momento in cui ricomporrete l'éclair nel vostro stomaco. Insomma, una versione dolce del mito delle metà nel Simposio di Platone, solo che qui protagonista non è una mela bensì il malefico éclair.
ingredienti
307 gr di zucchero semolato
152 gr di cocco rapée
40 gr di acqua
preparazione
In una casseruola portare ad ebollizione lo zucchero e l'acqua fino a 115°.
Aggiungere il cocco e ritirate la pentola dal fuoco. Mercolare bene al fine di ottenere un composto omogeneo. Rimettere la casseruola sul fuoco per far fondere nuovamente i cristalli di zucchero e ritirare la casseruola appena il composto ha assunto un bel colore biondo. Far raffreddare a temperatura ambiente poi passare al setaccio medio.
50g di zucchero di canna
50g di burro morbido
65 gr di nocciole in polvere
2 pizzichi di sale
procedimento
Mescolare tutti gli ingredienti e formare una palla. Stenderla tra 2 fogli di carta forno ad uno spessore di 2-3 mm.
Mettere in freezer il tempo di fare la vostra pasta choux.
ingredienti
750 gr di latte parzialmente scremato
1 baccello di vaniglia
6 tuorli d'uovo
80 g di zucchero semolato
10g di maizena
10 gr di farina
20 gr di burro
180g di cioccolato al latte 40%
50g di cioccolato fondente al 70%
80g praline
preparazione
Scaldare il latte con la vaniglia.Lasciate intiepidire 15 minuti. Sbattere leggermente i tuorli con lo zucchero. Aggiungere la farina e la maizena e mescolate, quindi aggiungere il latte, versate in pentola e mettere tutto sul fornello. Far bollire per 3 minuti. Quando la crema sarà densa, togliere dal fuoco e aggiungere il burro freddo tagliato a cubetti. Aggiungere subito il cioccolato tritato grossolanamente, mescolate bene e terminare aggiungendo il pralinè.
Versare in una sacca da pasticcere con bocchetta tonda di 5mm .
Assemblaggio
Una volta freddati gli éclair praticate tre fori sul fondo con l'aiuto di un beccuccio a punta. Farcire con la crema pasticcera. Spennellate la sommità con la crema pasticcera e tamponate con la noce di cocco caramellata.
PS: Un Éclair al cioccolato che, a differenza del "classico" realizzato con il cioccolato fondente, contiene una percentuale di cioccolato al latte. Conticini l'ha fatto pensando ai bambini, al loro rifiuto al cioccolato fondente, che reputano amaro e "potente", e, quindi alla loro preferenza per quello al latte e bianco. Per pura golosità. Conticini spiega che la figlia non è da meno e lui per farle piacere ha creato questa crema più dolce e "infantile" (che io trovo incredibilmente buona, nonostante abbia lasciato l'infanzia da un bel po'.....)



























































