domenica 11 marzo 2012

Le zeppole di San Giuseppe


Questa ricetta l'ho scoperta un annetto fa.
Volevo fare le zeppole di San Giuseppe per l'onomastico di mio padre e non volevo affidarmi ad una ricetta qualunque. Ne volevo una super collaudata.
Ho pensato subito al Maestro e l'ho chiamato!
"Adriano  voglio fare le zeppole, che ricetta mi consigli???"
Risposta  concisa e senza esitazione
"Fai quelle di Antonia, sono ottime"
Beh! Se l'ha detto il Maestro.......corro!
E poi le ricette di Antonia le conosco. Le leggo su Gennarino. Sono veramente eccezionali....
Insomma, mi metto all'opera e questo è il risultato:




Zeppole di San Giuseppe
di Antonia Russo

250 gr.di farina
250 gr, di acqua
200 gr.di burro
6-7 uova
un pizzico di sale

far bollire l'acqua con burro e sale,versare la farina in un solo colpo e girare fino a quando si asciuga tutta l'acqua,spegnere e iniziare a unire le uova,(sbattute leggermente si assorbono meglio) sino ad avere un composto liscio della consistenza di una crema pasticcera densa.
Mettere il composto nella sach a poche e formare le zeppole in una teglia ricoperte da carta forno.le zeppole devono avere quasi la forma di una spirale e non di una ciambella con il buco,perchè al centro ci va la crema.
Cuocete al forno a 180° per circa 30-40' guarnite con crema pasticcera, amarena e zucchero a velo.
Per le zeppole fritte,per lo stesso quantitativo di farina,sostituire il burro con 35 gr.di strutto e friggere dopo averle passate in forno per pochi minuti.

mercoledì 7 marzo 2012

Ciambellone allo yogurt, speculoos e mele caramellate di Pinella



Al mattino faccio sempre una colazione ultra rapida.
Anzi, a dire il vero, non faccio colazione.
Giusto un latte macchiato e poi di corsa scappo al lavoro.
Solo nei week end e in vacanza mi siedo e mangio qualcosa. Oppure quando c'è qualcosa di speciale.
Come questo ciambellone di Pinella.
Già la sua firma è una garanzia. Pinella posta tutte ricette eccezionali, con lei si può andare sul sicuro....ma questo, sono certa che lo sapete già.
Un giorno gironzolavo sul suo blog alla ricerca di qualcosa che avesse a che fare con gli speculoos.
Quei fantastici biscottini che da quando finalmente trovo dalle mie parti non mi faccio mancare MAI!
Mi imbatto in questo ciambellone che ha tutte le caratteristiche per fermare per un attimo il tempo, imbambolarmi avanti al pc in uno stato di adorazione e subito dopo farmi nascere una irrefrenabile voglia di aprire mobili e mobiletti per prendere zucchero e farina.
Ciambellone mele e speculoos! Perfetto!!!!

Perfetto perchè i dolci con le mele li adoro.
Perfetto perchè la presenza dello yogurt mi da l'illusione che sia più magro.....
Perfetto perchè gli speculoos sono di una goduria incommensurabile.
Perfetto perchè è di Pinella.
Perfetto perchè non vedrò l'ora di svegliarmi e mangiarne una fetta.

Ciò che mi ha conquistata in questo ciambellone è la perfetta umidità, il bilanciamento di tutti i sapori, nessuno prevale sull'altro.
Si sentono le mele, si sente il sapore, l'aroma degli speculoos ed è dolce al punto giusto.
Ha solo un a pecca. E' troppo buono e si rischia di mangiarne qualche fetta di troppo!!

Per la ricetta vi trascrivo quella di Pin direttamente dal suo blog

Ciambellone allo yogurt, speculoos e mele caramellate
di Pinella Orgiana
Ingr:
2 vasetti di yogurt
6 vasetti di farina
4 vasetti di zucchero
6 uova medie
2 vasetti di olio di arachide
2 bustine di lievito
6 mele golden medie
100 g di speculoos

Eliminare la buccia alle mele e tagliarle a dadetti piccoli. Versare la frutta in una padella insieme ad una noce di burro e qualche cucchiaio di zucchero. Far appassire le mele e proseguire la cottura finché i dadini di frutta sono dorati, quasi caramellati.

Versare lo yogurt nella ciotola della planetaria insieme allo zucchero. Aggiungere la farina setacciata in precedenza con il lievito, le uova, uno alla volta, quindi, l'olio. Passare i biscotti al mixer in modo da ridurli in polvere.

Versare l'impasto in uno stampo a ciambella imburrato ed infarinato. Infornare a 180°C finchè il ciambellone supera la prova dello stecco. Spolverare con abbondante zucchero vanigliato(Io l'ho lasciato nature).

Grazie Pin.....

martedì 28 febbraio 2012

Il gattò di patate


Questa ricetta è dedicata ad una collega di ufficio.
E' assolutamente pazza per il gattò.
Credo venderebbe metà della sua famiglia per averne una fetta, calda o fredda che sia.
Ho la sensazione che quando vedrà le foto stramazzerà al suolo.....
Ma voi una pazza per il gattò l'avete mai incontrata???
Le ricette di questo piatto non mancano certo sul web. Tutte più meno buone.
Può cambiare il tipo e la quantità di formaggi usati, può cambiare la varietà di salumi che si mettono all'interno. Si può fare a strati o mischiando tutto insieme.
A me piace tutto mischiato, mi sembra che sia più saporito.
Sono comunque dell'opinione che il gattò per essere davvero buono debba essere ricco.
Ricco di formaggi, ricco di salumi. Altrimenti è un pò....sciocco.
Quindi non abbiate timore di abbondare. Ne gioverà certamente il palato....

Gattò di patate
ingredienti
1 kg di patate ( ho usato quelle del fucino)
100 gr di formaggio grattugiato (ho usato parmigiano e pecorino)
200 gr di provola affumicata
100 gr di fior di latte
250 gr tra salame napoletano, prosciutto cotto e mortadella
2 uova intere
una grossa noce di burro
mezzo bicchiere di latte
pangrattato q.b.
sale e pepe q.b.


Bollire e schiacciare le patate. Mescolarle ancora calde in una capiente ciotola con burro, latte, formaggi, sale, pepe e le uova precedentemente sbattute. Incorporare i salumi, il fiordilatte e la provola fatta a cubetti.
Imburrare una teglia, cospargere il fondo e i lati con il pangrattato (meglio se home made, ovvero a granelli un pò più grossi). Versare il gattò, livellarlo e spolverizzarlo di pan grattato e fiocchetti di burro.
Infornare a 200° per una ventina di minuti.




mercoledì 15 febbraio 2012

L'oro di Napoli




Il giovedì sera l'appuntamento fisso, prima di tornare a casa, è con il giornalaio.
Ormai mi aspetta.Già sa che mi dirigerò al reparto cucina a rovistare nei vari libri/riviste novità.
Come se non bastasse la montagna di libri che tra salone, camera da letto, cucina e bagno mi ritrovo. Ma io continuo a comprare.
Perchè?
Perchè mi rendo conto di comprare "l'emozione" che mi danno quei libri. L'emozione di vedere e leggere le creazione dei "grandi". Sfoglio le pagine e un pò entro nel mondo dei sogni, qualcuno lo fa con i diamanti, io con i libri di cucina (se non altro è più economico!!!).
Ma torniamo al giornalaio.
E' un pò di tempo che il Sole 24 ore sta pubblicato una collana "La grande pasticceria d'autore".
Nomi altisonanti. Massari, Montersino, Knam, Pina...
Il negoziante mi da la possibilità di sfogliarli e se un libro della collana mi incuriosisce lo compro.
Quindi, a dire il vero, non li ho presi tutti.
Ma giovedì scorso uno l'ho preso. Quello sui dolci mignon. E sapete quale ricetta mi ha convinto?
L'oro di Napoli, di Ilario Vinciguerra. Una rivisitazione della classica pastiera napoletana
Questo mignon entrerà di prepotenza in tutte le mie cene e i miei buffet.
E' veramente una cosa fantastica!
Il gusto straripante della pastiera, l'aroma, i profumi inebrianti dei fiori d'arancio. Il gioco delle consistenze. La sfera morbidissima, scoglievole, e la croccantezza della frolla.
Insomma...spettacolare!
La cosa fantastica di questa ricetta  è anche la velocità di realizzazione e il fatto che la pastiera non viene cotta. Tutto viene miscelato a freddo.

Non ho altre parole per descriverla. Vi invito solo a provarla!

L'oro di Napoli
di Ilario Vinciguerra

Attrezzatura necessaria
stampi in silicone a semisfera (Pavoni), tagliapasta dello stesso diametro della base degli stampi, forchetta da pralineria

Ingredienti per 24/30 semisfere mignon

125gr ricotta
75gr zucchero
100gr crema pasticcera
100gr grano cotto
50gr arancia candita
1gr cannella
aroma di fiori d'arancio q.b
buccia di 1/2 limone grattugiata
buccia di 1/2 arancia grattugiata
 10gr liquore Strega
 250gr di pasta frolla


per la pasta frolla
150gr burro
150gr zucchero
 65gr uova
300gr farina
1 baccello di vaniglia
un pizzico di sale

Procedimento
In un recipiente amalgamare la ricotta con lo zucchero, la crema, il grano cotto, l'arancia candita a dadini, la cannella, l'aroma di fiori d'arancio, la buccia degli agrumi e il liquore.
Io a differenza del libro che indica solo "grano cotto" , la sera prima ho versato in un pentolino il grano precotto e l'ho coperto a filo con l'acqua, ho aggiunto un pizzico di sale, la scorza di limone, un pò di cannella e un cucchiaino di sugna. L'ho fatto cuocere fino a ridurlo a crema. Insomma, lo stesso procedimento della pastiera.
Lavorare quindi il composto fino a renderlo omogeneo. Versare la crema così ottenuta negli stampi di silicone e congelare.
Intanto preparate i dischetti con la frolla tirandola a 2 mm di spessore. Quocerli 8/10 min a 180°.
Togliere gli stampi dal congelatore e sformare le pastierine. Diluire della gelatina neutra e tuffarvi le sfere con l'aiuto di una forchetta da pralineria. Adagiare le sfere sui dischetti di frolla.
Io ho decorato con un pochino di foglia d'oro alimentare.
Per favore, se le realizzate fatele piccole. Sono ancora più buone....

martedì 14 febbraio 2012

Buon San Valentino!



Post super romantico, in fondo oggi è San Valentino!
Colazione semplice semplice.
Tè, cestini di frolla etoille con marmellata di rosa canina e petali di rosa cristallizati.
I petali sono ottimi anche da mangiare da soli, ancora meglio in una  flûte di spumante (ma quello stasera....).
Ci credete che ho comprato le zollette di zucchero a forma di cuore a giugno scorso pensando a questo giorno? Sono proprio da neuro......
Chiacchiere a parte vi auguro un fantastico ed emozionante San Valentino.
Che sia San Valentino tutti i giorni.
A chi è innamorato.........e a chi lo sarà.


Frolla etoille ricetta qui
Fiordifrutta alla rosa canina Rigoni di Asiago
Zollette di zucchero CAN A' SUC

sabato 4 febbraio 2012

E che frolla sia!


Strasburgo ha fatto troppi danni....
Oltre alle fantastiche decorazioni natalizie ci sono dei negozi di caccavelle niente male. 
E questo non va bene. Non per una come me. 
Non per una che pensa non si possa vivere senza uno stampino per biscotti! (quanti di voi mi capiscono...eh???)
Ma sfido chiunque ad entrare qui e non essere assolutamente travolti dalle meraviglie esposte. 
Anche tutto l'ambaradan della sferificazione era disponibile, della serie "piccolo chimico", ma almeno a quello ho resistito.....(beh...veramente li ho presi e posati almeno venti volte....). 
Ma a questo stampino no, non ho potuto.
Lo notai subito, appena entrata nel negozio.
Era lì nel cesto che mi guardava....diavolo tentatore..... 
Fu amore a prima vista......dovevamo stare insieme.......era destino!
Così è nata la mia storia d'amore con lo stampino HOME MADE (tranquilli su Amazon.uk lo trovate!)
Ma quale ricetta usare per inaugurarlo???
La prima  che mi è venuta in mente è una frolla che uso spessissimo. 
Ottima per tartellette, biscotti, crostate. Divina a mio parere e che molti sicuramente conoscono.
La frolla fine etoille. 
Buona da morire, soprattutto se fate come me e abbondate di buccia di limone grattugiata!
Prendete nota che non la lascerete più!

Frolla fine Etoille
ingredienti

500gr di farina debole
300gr di burro
80gr di tuorli (circa 4)
200gr di zucchero a velo
buccia di limone grattugiata q.b. (o 1 baccello di vaniglia)
un pizzico di sale

lavorare il burro con lo zucchero, il sale e la buccia grattugiata del limone(o la polpa del baccello di vaniglia). Incorporare i tuorli.
Aggiungere la farina setacciata, formare il panetto e lasciar riposare in frigo per almeno 4 ore.

Per realizzare questi biscotti ho steso la frolla a circa mezzo centimetro, li ho tenuti una mezz'ora in frigo e li ho cotti a 160° per una quindicina di minuti.

lunedì 30 gennaio 2012

Gnocco di pane con gulash di Bruna Cipriani




Ma del pane vi piace più la mollica o la scorza?
Io vado decisamente di mollica.
Non che la scorza mi dia problemi, ma, potendo scegliere.....
Eccezion fatta per il connubio pane /salame e formaggio. In quel caso la scorza è fondamentare!
I miei ricordi legati al pane sono i rimproveri di mia madre.
Ricordo che veniva a prendermi a scuola e il più delle volte in macchina c'era il pane fresco.
Ed era fantastico, dopo una mattinata intera di scuola, vedere mia madre e sentire il profumo del pane.
Io, di nascosto, cominciavo a mangiarlo.Quanto era buono!
Ma non lo mangiavo in maniera normale. No.
Scavavo delle vere e proprie caverne. Il pane diventava inguardabile. Integro fuori.......vuoto dentro.
E mamma si arrabbiava.
La scorza alla fine la mangiava sempre lei.
Ora, quando parliamo di pane, dice che lei preferisce la scorza.
Chissà perchè...
Sarà stata l'abitudine a mangiare il pane inguardabile che le lasciavo.....non so.
Tutto questo per farvi capire la gioia che ho provato nello scoprire che esisteva un pane fatto di sola mollica!
Lo "gnocco di pane".
L'ho mangiato per la prima volta a Praga, proprio in accompagnamento al gulash.
Ne sono rimasta folgorata! Era tutta morbidissima mollica.
Talmente morbida che si doveva tagliare con un filo.
Niente scorza da avanzare, niente caverne nel pane, niente rimproveri di mamma.
Su cinque giorni trascorsi a Praga, cinque megapasti a base di gulash e gnocco di pane.
In verità oltre a quello "di pane" c'era anche quello "di patate" ma quest'ultimo non mi ha entusiasmato.
Era molto gnucco e pesante.
Qualche giorno fa mi son decisa a replicare quelle mega abbuffate praghesi e, complice un post di Pinella sul gulash della maestra Bruna Cipriani, mi sono lanciata anch'io.
Ma lo vogliamo accompagnare degnamente 'sto gulash???
Dobbiamo fare lo gnocco di pane. Dobbiamo trovarlo!
Ci sarà un'anima pia nel web che abbia sperimentato qualcosa!!!
Gira che ti rigira trovo qualcosa che fa al caso mio.

Gulash con gnocco di pane
ingredienti

per il Gulash
da una ricetta di Bruna Cipriani
per 4/5 persone

cipolla gr 400 – polpa di manzo gr 450 – farina bianca – concentrato di pomodoro – burro – paprica forte – brodo di carne - Olio extravergine di oliva – zucchero - sale

Tempo occorrente circa 2 ore e 30'

Fate rosolare in un velo d’olio la cipolla tagliata a pezzi,cospargendola con due pizzichi di zucchero( servono per renderla più digeribile e per favorire la rosolatura).
In un altro tegame rosolare in olio la carne ridotta a dadini ( meglio rosolare separatamente i due alimenti per avere una rosolatura ottimale), spolverizzare il soffritto con 2 cucchiaiate di farina, rigirando bene i pezzi di carne.
Unirvi le cipolle ed 1 litro di brodo, stemperando gli eventuali grumi.
Aggiungere un cucchiaino di concentrato di pomodoro, abbondante paprica forte o dolce( ½ barattolino Ducros, se usate quella dolce aggiungete un po’ di peperoncino), un pizzico di sale e far bollire coperto, a fuoco basso per circa 2 ore e 30'.

Gnocco di pane
  • 1/2 cubetto di lievito di birra fresco
  • 1  tazza di latte tiepido (circa 250 gr)
  • 500 gr di farina 00
  • 1 uovo intero
  • 2 tazze di pane leggermente raffermo fatto a cubetti piccoli
  • 10 gr di sale
Sciogliere il lievito nel latte  e impastarlo insieme alla farina e all'uovo intero. Aggiungere il sale e continuare ad impastare. Unire i cubetti di pane ed impastare ancora.
Mettere in luogo caldo a lievitare fino a che raddoppia di volume.
Dividere l'impasto in tre pezzi, stendere l'impasto in forma circolare poi cominciare ad avvolgerlo stretto conferendogli una forma allungata.
Avvolgerlo in un panno di cotone, non troppo stretto,e chiuderlo alle estremità come a formare una caramella. Attendere una mezz'ora.
Portare ad ebollizione una capace pentola (io uso una pentola ovale) e adagiare delicatamente il salamotto. Dopo 15 minuti giralo e proseguire la cottura per alri 15 min.
Togliere dalla pentola e lasciar intiepidire.
Tagliare delicatamente e servire.

Questo gulash l'ho servito sia con lo gnocco di pane che con della polenta.
Stendo un velo pietoso sulla polenta. Non ne parlerò.
Ma io sono di Napoli, sarò un pò giustificata???

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