venerdì 8 agosto 2014

Paris-brest, Parigi e Conticini....

 
Parigi! Amo Parigi, ci tornerei più e più volte l'anno.
Amo le sue strade, amo il suono delle parole francesi, amo le sue luci nel periodo natalizio, amo passeggiare per il Marais, o ammirare Place des Vosges dove il tempo pare si sia fermato, entrare in una sala da thè  e tornare indietro nel tempo, ai gloriosi anni della belle France! 
Ovviamente amo i dolci francesi.
In una delle mie "capatine" parigine non mi sono fatta sfuggire la possibilità di andare alla "Pâtisserie des Rêves ", la "Pasticceria dei sogni" del grande Philippe Conticini.
Visitare quel negozio, alla Rue du Bac, è stata un'esperienza incredibile.
Entri, la porta si chiude e sei veramente e letteralmente catapultata in un "Sogno".
Grandi teche di cristallo a proteggere e illuminare dolci che per la forma, il colore e il profumo sembrano assumere un valore ancora superiore, sembrano veri e propri gioielli.
Fragole che si accavallano l'un l'altra in tarte che sembrano fiori sbocciati. Grandi, grandissime brioche che mai ne ho viste così grandi. Caramelle e gelée aux fruits colorate e profumate, incartate con incredibile cura. Voluttuosi éclairs avvolti da uno strato sottile e croccante di cioccolato, e la tarte au citron meringuée.....la sua soffice meringa flambata che si innalza verso l'alto con una pulizia nella forma e un'eleganza impareggiabile.
 
 
E forse l'intento di Conticini di regalare non solo l'esperienza di poter gustare un dolce squisito ma anche un'emozione sensoriale riesce perfettamente.
Ti ritrovi lì, avanti alle teche illuminate a spalacare gli occhi e ad esclamare in maniera assolutamente naturale: Ohhh!
Si ritorna bambini, si risvegliano le emozioni di un tempo andato ma che evocate dalla memoria riescono sempre a gratificarci. A me ha riportato alla memoria l'emozione, l'entusiasmo che da piccola provavo quando mi alzavo dal letto la mattina e la cucina profumava di zucchero, di vaniglia e di mamma. Ed ero felice.
Avrei assaggiato tutto e forse almeno la metà delle sue leccornie le ho acquistate. Incartate in bellissime scatole rosa, fermate uno ad uno da deliziosi bastoncini con il suo logo impresso per poter essere trasportati mantenendo intatta la loro bellezza.
Uno dei dolci che ho amato di più del Maestro Conticini? Forse il paris brest. E ho provato a replicarlo.
Ma alla  "Pasticceria dei sogni"  ci tornerei ancora...e ancora.... 
 
 
 
 
Paris-brest
di Philippe Conticini
per la pâte à choux 
125 ml acqua
125 ml latte
110 g. burro
140 g. farina
5 uova
un cucchiaino colmo di zucchero semolato
un cucchiaino raso di sale
 
preparazione
versare l'acqua, il sale e il burro a pezzetti un una casseruola. Al primo bollore, fcendo attenzione che tutto il burro si sia sciolto versare la farina e con un cucchiaio di legno, mescolare per bene, finché il composto formi una palla che si stacchi dalle pareti della pentola. Cuocere ancora qualche minuto e poi travasarlo in una ciotola. Con l'aiuto delle fruste elettriche incorporare le uova una alla volta attendendo che il primo si sia assorbito prima di aggiungere il secondo Versare il composto in una sacca da pasticceria con beccuccio tondo liscio da 8mm e formare dei bignè di 4 cm di diametro in cerchio. Coppare dei piccoli dischi di crumble di 3 cm e posizionarne uno su ogni bignèCuocere a 170° per 45 minuti. Far raffreddare e poi tagliare le calotte con estrema attenzione e con l'aiuto di un buon coltello seghettato.
 
per il crumble:

40 gr. di burro
50 gr. di farina
50 gr. di zucchero di canna
un pizzico di sale
 
preparazione
lavorare velocemente con le dita o con la planetaria il burro, lo zucchero di canna e la farina.
adagiare il crumble su un foglio di carta forno e appiattirlo con un mattarello a circa 2 mm.
riporre in frigo.
 
per la crema mousseline:
155 ml latte
15 g. fecola di patate
2 tuorli
2 gr. gelatina in fogli
80 gr pralinato alle nocciole (ho usato il pralinato della Valhrona)
30 gr. zucchero semolato
70 gr. burro freddo a cubetti
 
preparazione
Mescolare i tuorli con lo zucchero e la fecola di patate. Portate il latte a bollore e versarlo a filo sul composto di uova, mescolando. Rimettere la crema sul fuoco e farla addensare. Intanto idratare i fogli di gelatina e aggiungerli alla crema calda dopo averli ben strizzatiAggiungere il pralinato. Incorporare anche il burro freddo a cubetti, amalgamando bene il tutto. Passare il composto al minipimer per lisciare la crema. Coprire con pellicola a contatto e porre in frigo per almeno un'ora.
 
Per il pralinato
Io ho usato l'ottimo pralinato della Valrhona, per poterlo realizzare in casa c'è bisogno di un cutter estremamente potente e che riesca a formare una pasta senza granuli, ben raffinata, Se lo possedete allora potete far riferimento alla ricetta di Pinella.
 
Assemblaggio
Montare con le fruste la crema mousseline affinché incorpori aria. Mettere il composto in una sacca da pasticceria con beccuccio tondo e liscio da 8mm e formare una cupola di crema su ogni metà choux della corona. Con una sacca da pasticceria con beccuccio tondo da 3mm depositare una noce di pralinato dentro la sfera di mousseline. Chiudere con l'altrà metà degli choux e polverare con zucchero a velo. 

 

mercoledì 6 agosto 2014

Torta di pesce spada




Ah Montersino! Tu mi rovini....
Con questa torta salata mi rovini!
Possibile che sia così incredibilmente buona?
Giuro che non è la fame che mi porta a questa conclusione.
Non sono le giornate a carote e finocchi sognando pizze e brioche.
Questa torta è veramente fantastica! E la ricetta è sua, di Monty Montersino.
Che sia un bravo pasticcere è fuori di dubbio, tuttavia credo, e Monty non me ne voglia, che il massimo lo esprima con le preparazioni salate. Sarà che a me il salato piace assai più del dolce ma credo che con questa preparazione quel diavolo travestito da angelico pasticciere si sia superato!
 


Mi sono innamorata delle sue preparazioni salate già leggendo uno dei suoi primi libri "Piccola pasticceria salata" (che consiglio caldamente, è il classico "must to have").
Questa torta, tratta dal suo libro "Le mie torte salate" è incredibilmente buona. Per nulla pesante, armoniosa nel gusto. Pasta frolla salata, pesce e pomodori si fondono perfettamente in una farcitura talmente buona che fa venir voglia di mangiarla a cucchiaiate. Figuriamoci accompagnata da una croccante frolla salata!
Il ripieno è talmente buono che lo vedrei ottimo anche per farcire dei ravioli ma su questo....ci sto lavorando..... 
 
Torta di pesce spada

di Luca Montersino

per la pasta frolla salata
400gr di farina 180w
45gr di fecola di patate
250gr di burro
90gr di maltitolo
10 gr di latte intero in polvere
45gr di parmigiano gratugiato
90gr di uova intere
70gr di tuorlo
8gr di sale
1gr di noce moscata
 
 
per la farcitura
300gr di pesce spada
50gr di sedano
50gr di carote
50gr di cipolle
500gr di pomodori (io ho usato i datterini)
20gr di pinoli
20gr di uvetta sultanina
50gr di olive verdi
20gr di capperi
80gr di provolone del monaco
30gr di olio extravergine di oliva
semola di grano duro qb
sale e pepe qb
3 gr di uova intere


per la frolla salata
Lavorate il burro morbido con il maltitolo, il latte in polvere, il sale, il parmigiano e la noce moscata. aggiungere pian piano le uove e i tuorli. Miscelare la fecola a1/3 della farina prevista e aggiungerla all'impasto di burro lavorando per una quindicina di secondi. Aggiungere la farina  rimanente e ultimate l'impasto. Dividerlo in due parti di cui una leggermente più grande. Lasciate riposare in frigo per un'ora.
per la farcitura
Passate il pesce spada nella semola e sigillatelo in padella con pochissimo olio extravergine di oliva.Far raffreddare , eliminate la pelle eschiacciatelo grossolanamente con una forchetta. Tritate finemente il sedano, la carota e la cipolla e fateli appassire nel,l0olio. Aggiungete i poomodorini privati dei semi, i pinoli, l'uvetta lavata e ammollata,i capperi le olive. Far cuocere il tutto e terminate con il provolone del monaco. Regolate di sale e pepe.
per il montaggio
Con l'impasto più grande rivestit uno stampo da 24 cm di diametro, distribuite il pesce alternandolo al composto di pomodoro preparato. Sigillate con il disco di pasta frolla rimasto, lucidate con l'uovo e cuocete in forno a 170° per 50 minuti


mercoledì 30 luglio 2014

Ciambella al cioccolato (riciclato)

 
Prima di pranzo e cena mia madre faceva recitare a me e alle mie sorelle "Signore benedici questo cibo che stiamo per mangiare e danne a tutti coloro che non ne hanno".
Non ha mai buttato il cibo. Figlia della guerra, come dice lei, rispetta il cibo e ringrazia sempre di averne sulla tavola. Non ricordo mai del pane buttato. Minestre, pancotto, polpette, pangrattato ecc... Anche il pesce avanzato lo "polpettizzava".
 
 
Mi sono portata dietro questi insegnamenti, dei quali sono senz'altro grata a mia madre. Non le sono grata per la tendenza alla "conservazione" che mi ha trasmesso, che ha come conseguenza l'accumulo di vestiti ormai immettibili, oggetti e chincaglierie varie perché, come dice lei "non si può mai sapere, possono sempre servire". Figlia della guerra appunto, purtroppo.
Ancora osservo simpaticamente dei pantaloni a zampa di elefante giallo canarino di mio papà, residuo bellico anni '70 della serie "Flower power" e mi chiedo cosa ci faccia ancora lì nel 2014. Ancora mi chiedo mamma cosa aspetti a darlo via. Mi preoccuperei seriamente nel vedere un giorno o l'altro mio padre, alla sua età,  in giro con i sopraccitati pantaloni...la diagnosi sarebbe impietosa per entrambi: demenza grave.  
 
 
 
Tralascio, a questo punto, la descrizione del mio garage della serie "sepolti in casa" e torno all'origine di questa ciambella.
Lo so, aspettavate con ansia l'ennesima ricetta di Ciambellone al cioccolato.
La pubblico perché è  una piccola vittoria che ho avuto sui cioccolatini che ormai stazionavano in casa e che il periodo non invitava al consumo. Prima che fosse troppo tardi ho scelto quelli al latte e al gianduja. Li ho scartati e.....ne è venuto fuori un ciambellone buono buono, con non troppi grassi, insomma ideale per colazione.

 
Ciambella al cioccolato
 
200gr di cioccolatini al latte di vario tipo
due cucchiai di latte
100 gr di burro
180gr di farina
3 uova intere
110 gr di zucchero
un cucchiaio colmo di cacao amaro
un pizzico di sale
8 gr di lievito per torte
 
70gr di cioccolato fondente tritato grossolanamente (facoltativo)
 
procedimento
 
Preriscaldare il forno a 180°. Sciogliere a bagnomaria i cioccolatini con il burro e il latte. Mettere da parte. Montare le uova con lo zucchero fino a che il composto sia soffice e bianco. Miscelare nel frattempo tutte le polveri e unirle delicatamente al composto montato. Con movimenti rapidi ma leggeri unite anche il composto di cioccolato (ed eventualmente le scaglie di cioccolato tritate grossolanamente) e versate in una teglia a forma di ciambella da cm 24 precedentemente imburrata e infarinata.
Cuocere per 30/35 minuti. Controllare la cottura con uno stecchino.
 
Aggiornamento
Rifatta con un misto di cioccolatini, ve ne erano anche alcuni al cioccolato bianco. Aggiunto nell'impasto anche 70gr di cioccolato al 70%  residuo di tavoletta, tritato grossolanamente a coltello. Divina!
 

giovedì 26 giugno 2014

La Genovese


La Genovese è stata una delle preparazioni che ho subito realizzato appena ho avuto una cucina tutta mia.
Si perché nella casa paterna, il parentado effettuava costantemente una lotta alla povera cipolla la quale era letteralmente bandita. E puzza di qua...e puzza di là....e via dicendo.
Insomma, quando una cipolla entrava in casa scattavano gli allarmi , le sirene di tutto in circondario e scendevano dal soffitto le maschere antigas.
E la tortura proseguiva per i giorni successivi dove l'odore di cipolla pare fosse entrato nel DNA del divano, delle tende e delle mura domestiche, forse anche degli alberi a cinque metri di distanza dal balcone della cucina.
Mi chiedo....ma sarò una delle poche persone a cui l'odore della cipolla non disturba affatto? Mah... Comunque per anni ho mendicato la Genovese ovunque e generalmente ero fortunata e trovavo ospitalità dalla mia amica, gran cuoca Rosaria, la quale mi avvisava ogni volta che la preparava e io, con gioia immensa, andavo a casa sua a mangiarla. Ora la preparo da me, in barba al condominio e alle sorelle delicate di naso, però se Rosaria mi chiama io corro ugualmente a mangiarla anche da lei..... :-)
Questa deliziosa salsa partenopea è nota e amata quasi quanto il ragù.
La ricetta è probabilmente una variante "povera " della ricetta francese "boeuf a la mode" (bue alla moda) dove un gran pezzo di primo taglio di bue, dopo una  prima cottura con con vino bianco e brodo, veniva completato di con cipolle, carote e piedino di vitello disossato. Un piatto che veniva preparato sulle navi della marina borbonica fra il diciassattesimo e diciottesimo secolo da chef  di origini genovesi e di scuola culinaria francese. Nel corso del diciassettesimo secolo alcune navi furono messe in disarmo e gli chef che vi lavoravano, ormai residenti a Napoli con le loro famiglie, finirono col restare senza lavoro. Alcuni di loro si arrangiarono aprendo trattorie alla Loggia di Genova, luogo a ridosso del porto di Napoli dove si erano insediati i genovesi a Napoli. Ovviamente non potevano usare tagli di carne pregiati quindi venivano impiegati i residui dei banconi delle macellerie, i tagli meno pregiati e più economici quindi ricchi di nervi e tessuti connettivi. Applicarono quindi, per la loro preparazione, un tipo di cottura molto lunga, al fine di rendere tenera la carne e abbondando enormemente con la aggiunta di cipolle per aumentare il quantitativo di sugo a parità di carne.
Da questo episodio deriva il suo nome e di queste nozioni ringrazio gpmari e il forum Coquinaria.
A differenza però del re delle salse, il ragù, che si presta a svariati impieghi, da solo, nella lasagna, nella parmigiana di melanzane,  la Genovese è una salsa che esige ed ha un solo impiego, condire i maccheroni, maltagliati, penne o ziti spezzati.



La Genovese
ingredienti

1kg di carne adatta a lunghe cotture
(meglio se pezzi del quarto anteriore ricchi di tessuto connettivo che si scioglie nella lunga cottura regalando corposità alla salsa)
1,5kg/2kg di cipolle (meglio, quando è periodo, quella Ramata di Montoro, assolutamente no quella bianca o fresca)
olio extravergine di oliva circa 100/150 cl
50 gr di sugna (a volte la ometto e aumento un po' l'olio)
300gr di carote
1 costa di sedano
Vino bianco secco q.b
Sale e pepe.

preparazione

Tritare finemente le cipolle, il sedano e le carote. In un capiente tegame, meglio se di coccio, rosolare la carne con l'olio, il sedano e la carota. A rosolatura avvenuta sfumare con il vino, salare e pepare e coprire il tutto con le cipolle e un bicchiere di acqua. Coprire e far cuocere per circa tre ore a fuoco molto dolce, mescolando ogni tanto e sorvegliando la salsa soprattutto in ultima fase in modo tale che non si attacchi.
Cuocere la pasta al dente e trasferire parte del sugo in una larga padella senza la carne che verrà servita successivamente come secondo piatto. Far saltare la pasta qualche minuto e servite subito, ben calda con una spolverata di parmigiano grattugiato o provolone del Monaco (che preferisco di gran lunga).

lunedì 5 maggio 2014

Biscotti viennesi Etoile


Ho scoperto questi deliziosi biscottini parecchi anni fa, mentre cercavo qualche ricetta per smaltire gli albumi in eccesso che giacevano in frigo.
A dire la verità la provai con non poca diffidenza. I pasticcini di frolla montata venduti dalle mie parti non erano un granchè. Evidentemente l'utilizzo di burro non particolarmente buono, non so...E finiva sempre che restavano li...evitati da tutti....
Poi trovai la ricetta dell'Etoille. Una ricetta di una semplicità incredibile. Veloce, soprattutto.
Finalmente il  gusto che cerco, la scioglievolezza che amo, il profumo che speravo!
Burrosi sono burrosi,  e proprio a causa della quantità di burro presente nella ricetta è consigliabile usarne uno davvero buono. Quindi un burro di ottima qualità e della buona vaniglia, no vanillina. Se avete poi una bocchetta stellata per formarli...beh...è il massimo!
Ottimi al mattino, ideali di pomeriggio, con una tazza di tè ma anche la sera rubarne uno....prima di andare a dormire....
La ricetta? Eccola....

Biscotti viennesi Etoile

ingredienti

250 gr. di burro Occelli
100 gr. di zucchero a velo
40 gr. di albumi
300 gr. di farina 00
i semi di una bacca divaniglia
un pizzico di sale Maldon

procedimento

Inserire il burro morbido nella planetaria  e cominciare a montarlo, aggiungere lo zucchero il pizzico di sale e i semi della vaniglia e continuare a montare a spuna. Sempre montando aggiungere gli albumi. Unire la farina setacciata e mescolate bene con movimenti rapidi. Riempire una sacca da pasticciere con il beccuccio a stella e formare i biscotti direttamente sulla teglia coperta di carta forno.  Infornare a 190° per 10/14 minuti (dipende dalla grandezza). Devono restare chiari quindi tener d'occhio il forno. Far raffreddare bene e cospargere di zucchero a velo.

lunedì 28 aprile 2014

La "Pizza chiena"


Mia nonna la preparava a Pasqua ed io mi aspettavo di trovarla. Sempre.
Insieme al tortano e al casatiello c'era la pizza chiena (pizza piena) ed io, a quel tempo, la preferivo su tutte le preparazioni. Si usa prepararla il venerdì Santo perché è una pizza salata che per la sua struttura ha bisogno assolutamente di  riposare e regala il massimo della goduria gustata a temperatura ambiente. Viene consumata il giorno di Pasqua e a pasquetta, si portava dietro in occasione della gita fuori porta.
E' un saporito scrigno di pasta di pane arricchito da sugna e pepe che racchiude un ripieno composto da uova battute, salame e formaggi. Pepe ovviamente come se piovesse.
La quantità di salame da mettere nel ripieno varia secondo i gusti, non esiste una proporzione fissa, così la presenza dei formaggi. Parmigiano e pecorino sono obbligatori ma potete arricchire anche con dadini di formaggi misti.  La cosa importante è l'altezza. La pizza chiena è alta e l'altezza è all'80% costituita dal ripieno, non dalla pasta di pane che sarà sottile e serve solo da contenitore.


Più che la ricetta ( con infinite varianti la trovate in rete) voglio condividere la tecnica di preparazione o meglio il trucco che la sottoscritta utilizza per il risultato che vedete in foto. Risultato raggiunto non certo al primo tentativo. Devo dire che pensavo fosse più semplice da preparare ma evidentemente sottovalutavo la difficoltà di chiudere una pizza alta e dal ripieno incredibilmente liquido. Insomma, il primo tentativo fu un disastro, la parte superiore della pasta di pane collassò all'interno e il risultato fu un blob indescrivibile. Secondo tentativo. Pensando di fare cosa geniale la preparai utilizzando uno stampo da plum cake. Nulla di più sbagliato, troppo spessa la pasta di pane a danno del ripieno che , nonostante la cottura in forno rimase liquido. Scoraggiata? Abbastanza. Mi chiedevo perché non avessi mai osservato mia nonna mentre la preparava.... Comunque non c'è due senza tre per cui per nulla vinta dai precedenti fallimenti ci ho riprovato. Ma ho cercato di "aggirare l'ostacolo" e nella ricetta ve lo spiego.... 


Pizza chiena (Pizza piena)

ingredienti per uno stampo apribile da 24 cm

Pasta di pane
600 gr di farina 00
15 gr di lievito di birra
1 cucchiaio di sugna o olio extravergine di oliva
pepe q.b.
12 gr di sale acqua q.b.

Impastare tutti gli ingredienti con un quantitativo di acqua tale da ottenere un impasto morbido. Far lievitare fino al raddoppio.

Ripieno
dalle 15 alle 18 uova
Sale circa 7 pizzicotti
salame napoletano a dadini q.b
parmigiano e pecorino q.b.
pepe q.b.
eventuali formaggi tagliati a dadini

Battere le uova con il sale , il pepe e i formaggi grattugiati. Aggiungere i salumi. Versare il composto in una capace padella unta di olio e cuocere il composto sino a metà cottura (non di più) mescolando in continuazione. Volendo assaggiate per valutare la sapidità del composto.

Procedimento

Foderare la tortiera apribile, precedentemente unta di olio, con una parte di pasta di pane lasciando che il bordo fuoriesca dalla tortiera per almeno 2 cm. Cercate di non creare un guscio troppo spesso né troppo sottile,1 cm sarebbe l'ideale. Versare il composto di uova e se occorre battere un paio di uova e versarle sopra il composto. Stendete la pasta di pane lasciata per la parte superiore ad meno di un centimetro e adagiarla sul ripieno. Sigillare bene i bordi precedentemente inumiditi con un pennello intinto nell'acqua. Pennellare la superficie con olio extravergine di oliva.
Cuocere in forno a 180° . Dopo un'oretta inserire al centro della torta un termometro da cucina. Io l'ho tolta quando la temperatura all'interno era di 90° ma nulla vi vieta di fare la prova stecchino in mancanza del termometro.

sabato 8 marzo 2014

Tartellette al lampone per UnLampoNelCuore


Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" ella Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/),nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".

 

Questa la mia proposta, una tartelletta da tempo ammirata sul libro "Patisserie" di Felder e, grazie alla presenza dei lamponi, terribilmente appropriata per questa occasione!
 
Tartellette ai lamponi
da "Patisserie" di Christophe Felder
ingredienti per una circa 60 tartellette

per i gusci di frolla
150 g di farina,
1 pizzico di lievito in polvere,
75 g di zucchero,
1/2 arancia,
75 g di burro morbido,
1 tuorlo d'uovo,
1 cucchiaio di acqua

procedimento
Sul piano di lavoro, versare la farina, il lievito, lo zucchero, la scorza grattugiata di arancia e il burro morbido a pezzetti. Con l mani legare tra loro gli ingrediemti fino ad ottenere iun ipasto granuloso.
Aggiungere il tuorlo e l'acqua. Impastare rapidamente senza lavorare troppo la pasta . formare un panetto, avvolgere  nella pellicola. Mettete in frigo almeno 1 ora. Tirare la pasta ad uno spessore di tre millimetri e con un coppapasta coppare dei cerchi e disporli in uno stampo per tartellette.
Mentre la pasta riposa preparare il frangipane.
per il composto frangipane
120g di burro morbido
120g di zucchero semolato
2 uova a temperatura ambiente 
1 cucchiaio di rum 
120 g di mandorle in farina

procedimento
In una ciotola lavorare bene il burro fino a renderlo spumoso, aggiungere le uova e i tuorli con una metà dello zucchero indicato. Mescolare energicamente. Versare lo zucchero rimanente, il rum e mandorle. Incorporale al resto, questa volta con più delicatezza. Mettere il composto in una sacca da pasticciere e riempire gli stampi di frolla. Affondare al centro un lampone intero. Cuocere a 180° statico per una quindicina di minuti.

per la cupola cremosa ai lamponi

2 fogli di gelatina (4 g)
200 g di purea di lamponi 
60 g di zucchero
3 tuorli d'uovo
1 uovo intero
75 g di burro tagliato in piccoli pezzi

procedimento
Immergere la gelatina in acqua fredda.
Versare la purea di lamponi e lo zucchero in una casseruola, aggiungere le uova. Frullare portando ad ebollizione a fuoco bassoFuori dal fuoco aggiungere la gelatina strizzata e il burro. Mescolare e passare attraverso un setaccio fine. Versare in un contenitore stretto e alto e frullare con il minipimer per 1 minuto al fine di renderlo liscio e cremoso. Versare il composto nella cavità  desiderate di silicone e congelare per almeno 1 oraDopo un'ora, estrarre le forme dallo stampo, lucidarle con gelatina neutra a freddo  e depositare sulle tartellette. Decorare con petali di rosa cristallizzati.
 
 
 
Potrete trovare i prodotti della Cooperativa Agricola Insieme nei seguenti punti vendita:
Coop-Adriatica e NordEst - più facilmente reperibili nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia.
I punti vendita che li hanno in assortimento sono quelli superiori ai 1000mq Altromercato e Commercio Equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) MioBio - nel milanese (http://www.mio-bio.it/)
Per quanto riguarda Coop Adriatica le confetture dei frutti della pace sono in assortimento solo nel canale iper:
ADRIATICA BOLOGNA IPER BORGO
ADRIATICA BOLOGNA NOVA
ADRIATICA BOLOGNA LAME
ADRIATICA VENETO SAN DONA'
ADRIATICA VENETO SCHIO
ADRIATICA VENETO CONEGLIANO
ADRIATICA VENETO VIGONZA
ADRIATICA ROMAGNA IMOLA
ADRIATICA ROMAGNA RIMINI
ADRIATICA ROMAGNA LUGO
ADRIATICA ROMAGNA FAENZA
ADRIATICA ROMAGNA RAVENNA
ADRIATICA MARCHE PESARO
ADRIATICA MARCHE CESANO
ADRIATICA ABRUZZO SAN BENEDETTO
ADRIATICA ABRUZZO CHIETI
ADRIATICA ABRUZZO ASCOLI
Mio-bio www.mio-bio.it

Se volete avere informazioni precise:
http://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/cultura/2014/03/05/Italia-Bosnia-food-blogger-sostegno-donne-Bratunac_10185089.html
http://www.gamberorosso.it/news/item/1019237-donne-dolci-solidarieta-e-300-foodblogger-per-l-8-marzo-unlamponenelcuore-a-sostegno-della-cooperativa-agricola-insieme
http://www.cavoloverde.it/public/articoli/eventi/dettaglio_articolo.asp?id=1936 http://www.lazionauta.it/lamponi-di-pace/
http://www.argacampania.it/articolo4.asp?id=9887 http://www.santalessandro.org/2014/03/lamponi-la-bosnia/
Italia-Bosnia, 'food-blogger' a sostegno donne Bratunac - Cultura e Società - Nuova Europa - ANSA.it www.ansa.it
 

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